LITURGIA

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Domenica 26 gennaio 2020 si celebra la “Domenica della Parola di Dio”

Proposta da papa Francesco, a conclusione del Giubileo straordinario della misericordia nel 2016, per “comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo”, con la apostolica in forma di motu proprio «Aperuit illis» (“Aprì loro” la mente per comprendere le Scritture – Lc 24,45) è stata istituita ufficialmente per tutta la Chiesa Cattolica la celebrazione della Domenica della Parola di Dio, stabilendo che la III domenica del Tempo ordinario, collocandosi proprio nel periodo dell’anno in cui la Chiesa è invitata a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani, sarà dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola.

Il documento è stato reso pubblico dal Vaticano il 30 settembre, memoria liturgica di San Girolamo: biblista, teologo e monaco, celebre per la sua traduzione della Bibbia in lingua latina tradizionalmente conosciuta come Vulgata. Un giorno significativo, quindi, perché, come affermava il Santo «l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo» e il Sommo Pontefice sottolinea con forza, nel documento, quanto la relazione tra il Risorto, la comunità dei credenti e la Sacra Scrittura sia estremamente vitale per la nostra identità di cristiani.

Papa Francesco mette in guardia dal rischio frequente di “separare tra loro la Sacra Scrittura e la Tradizione, che è anch’essa Parola di Dio, insieme sono l’unica fonte della Rivelazione. Il carattere scritto della prima nulla toglie al suo essere pienamente parola viva; così come la Tradizione viva della Chiesa, che la trasmette incessantemente nel corso dei secoli di generazione in generazione, possiede quel libro sacro come la ‘regola suprema della fede’”.

La Bibbia non può essere solo patrimonio di alcuni privilegiati. Essa appartiene, anzitutto, al popolo convocato per ascoltarla e riconoscersi in quella Parola. Per molti fedeli, l’ascolto delle Sacre Scritture e dell’omelia rappresentano l’unica occasione per cogliere la bellezza della Parola di Dio e vederla riferita alla loro vita quotidiana.

È profondo il vincolo tra la Sacra Scrittura e la fede dei credenti. Poiché la fede proviene dall’ascolto e l’ascolto è incentrato sulla parola di Cristo, l’invito che ne scaturisce è l’urgenza e l’importanza che i credenti devono riservare all’ascolto della Parola del Signore sia nell’azione liturgica, sia nella preghiera e riflessione personali.

Papa Francesco incita a non stancarsi mai di dedicare tempo e preghiera alla Sacra Scrittura, perché venga accolta «non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio».

Scarica la lettera Apostolica intitolata “Aperuit illis”

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